Nell’ottobre del 2018 la Cooperativa Sociale Onlus firma una convenzione con il Comune di Chiaramonte Gulfi, la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Ragusa e l’Università di Bologna per avviare in maniera sistematica indagini archeologiche all’interno dell’agro di proprietà.

Tale attività di tipo prettamente culturale viene svolta in armonia e sintonia con quella che è l’attività prevalente della Cooperativa, ovvero quella di tipo socio/rieducativa. Infatti le indagini archeologiche sono svolte, oltre che mediante il supporto professionale e specialistico degli archeologi della Soprintendenza e dell’Università di Bologna, anche mediante il supporto tecnico e logistico dei beneficiari del progetto SPRAR adulti gestito dal Comune di Chiaramonte Gulfi e dalla Cooperativa, con lo strumento delle borse lavoro.

Trattasi di un sito già oggetto di indagini pregresse in cui erano emerse delle sepolture, già preannunciate da archeologici come Antonino Di Vita, Melfi, riconducibili al cimitero di San Nicola, nei pressi dell’antica Acrillae-Gulfi (nucleo originario della città di Chiaramonte Gulfi).

I primi rinvenimenti portano l’orologio indietro all’epoca bizantina, mentre la prosecuzione delle attività di indagine stanno portando indietro tale linea del tempo fino al I sec d. C, rendendo visibile anche il passaggio dal paganesimo al cristianesimo.

Le indagini stanno portando alla luce una necropoli molto articolata, dalla quale si legge in maniera chiara, attraverso la diversificazione dei tipi di sepoltura e dei corredi trovati, la profonda articolazione sociale dell’allora società autoctona. Si trovano reperti ceramici, metallici, vitrei e lapidei.

Oltre che la diversa articolazione sociale suggerita dalle diverse tipologie di sepolture, tale necropoli sta dando testimonianza anche della diversità culturale, tale aspetto di evince dalla scrittura incise sulle diverse epigrafi, tra cui la seguente: Eudemon, medico egiziano….. Tale ritrovamento ribadisce la vocazione alla multiculturalità della terra di Sicilia.

Obiettivo delle attività di indagini è quello di portare alla luce l’intera necropoli ricadente nell’agro di proprietà (con annessa chiesa di San Nicola, che dà il nome alla contrada), ed riuscire a completare il quadro storico-artistico e culturale con il rinvenimento e lo studio dell’abitato. Un saggio aperto sempre all’interno dell’agro di proprietà sta fornendo conferma di tale ipotesi (vedi foto allegata).