Le Terrazze che cosa sono e che cosa vuol dire?

Sono un sistema di coltivazione di quel territorio che ha pendii scoscesi. Là per coltivare è necessario “costruire delle piccole pianure” dove l’acqua possa fermarsi un pochino per irrorare la terra. Terrazze è anche il dispregiativo di terra in dialetto ligure: per dire che una terra è riarsa e che è avara nel dare i suoi frutti si dice terraccia in italiano, ‘terrassa’ in dialetto. Infatti vi crescono rigogliosi gli ulivi sotto i quali gli ortaggi fanno fatica a crescere. E qui è servito su un piatto d’argento il grande ossimoro che sta sotto il termine: con la terrazza un miracolo della natura con l’aiuto dell’uomo, un miracolo dell’uomo con l’aiuto della natura.

Nel primo caso, dopo i tempi pionieristici degli anni ’50, negli anni ’80 abbiamo assistito ad un progressivo ingrandimento dell’area campeggio, ad una sua razionalizzazione e alla costruzione di quelle aree comuni che sono il punto di forza: la cucina, il salone dove si pranza, il campetto, i servizi. Il tutto realizzato con la tecnica delle formiche: poco alla volta con pazienza e acume.

Nel contempo si facevano crescere, contestualmente, le nuove generazioni perché non si è pensato solo ad ingrandire, ma ad assicurarsi anche che dopo i pionieri ci fossero i figli, animati dallo stesso spirito, i discendenti di quei visionari, gli eredi di quei valori.

Così arriviamo al secondo termine di confronto: il miracolo dell’uomo con l’aiuto della natura. Sì perché quelle formichine, quei visionari non avevano “solo” lo scopo di lucro, ma il loro fine ultimo era valorizzare quell’Uomo che è la pietra angolare. Così come si è posta una cura delicata per trasformare lo spazio naturale in uno spazio sociale vivibile, così si è trasformato un semplice gruppetto di persone in un’associazione che ha come focus della sua attività: il rendere piacevole, seppur per poco, il tempo a chi è meno fortunato, chi è nel disagio, chi ha difficoltà cognitive, chi scappa dalla guerra, dalla violenza, dalla miseria e cerca una nuova opportunità per sé e per i suoi cari. Un tempo nel quale i bambini meno fortunati possono fare tutte quelle attività che sono nella normalità delle cose.

Vi è anche un altro aspetto estremamente importante che proviene da quei tempi lontani.

I soci che vengono a fare le vacanze in campeggio danno il loro contributo fattivo secondo le loro abilità. Così è una vacanza diversa, perché il tempo è diviso tra il piacere del riposo dal lavoro e il tempo impiegato in un lavoro creativo che non è inserito nel perverso meccanismo del mercato, ma sconfina nell’hobby, nel volontariato, nel piacere di donarsi, nell’orgoglio del fare qualcosa che resti per gli altri e faccia star bene gli altri. È un lavorare nella propria casa comune: ecco che cos’è il campeggio le Terrazze una casa comune dove tutti si sentono a casa.

È la rivoluzione della banca del Tempo, la rivoluzione di uscire dai rigidi e stressogeni meccanismi del vivere quotidiano per raggiungere la leggerezza della solidarietà.

Questo cammino ha percorso 1429 Km, attraversando tutta la penisola per incontrare persone che sono animate dallo stesso carisma, dalla stessa voglia del fare per gli altri, dal cercare quelle nicchie del piacere( per esempio prodotti agricoli biologici) che sono l’espressione della genuinità dello stesso sentire

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